Italians do eat better

(di Andrea Cucco)
26/01/16

"Un esercito marcia e combatte con lo stomaco" affermava saggiamente il generale Napoleone Bonaparte. Quando infatti la sua Grande Armée rimase a pancia vuota in Russia fu la disfatta...

Se si pensa da profani ad operazioni belliche si può sottovalutare l'importanza degli approvvigionamenti. Una postazione può rimanere con lo stesso colpo in canna per mesi, tuttavia un soldato va rifocillato quotidianamente.

Qui - per fare una parentesi - viene da pensare a quanto sia difficile colpire efficacemente truppe irregolari, miliziani o terroristi dell'ISIS quando ad essere "filtrati" alle frontiere di zone di guerra sono carichi alimentari che solo parzialmente (se va bene!) finiranno alla popolazione.

Ma torniamo ai buoni. A fine 2014 si è tenuta a Kabul una singolare competizione che ha visto ampiamente primeggiare le razioni italiane su quelle degli altri contingenti presenti in Afghanistan. Ammettiamolo, chi come il sottoscritto ha sperimentato la razione K venticinque anni addietro difficilmente si sarebbe aspettato una simile vittoria di misura.

Per dunque comprendere come è stata affinata nel tempo l'alimentazione dei nostri militari abbiamo posto qualche domanda alla forza armata con più esperienza nel campo. Il Comando Logistico dell'Esercito si è prontamente reso disponibile a chiarire dubbi e persino a fornire qualche consiglio...

Cosa è la cosiddetta "Razione K"?

La razione da combattimento italiana è stata studiata per soddisfare il fabbisogno nutrizionale giornaliero del combattente. Assicura una dieta corretta, equilibrata e varia anche in particolari condizioni d’impiego, e viene utilizzata allorquando vengono effettuate attività addestrative/operative, emergenziali e anche in missioni all’estero. La razione è destinata a tutte le Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri).

Storicamente, la c.d. “Razione Kappa” venne introdotta dalle Forze Armate U.S.A. negli anni ’40. La denominazione “K” trae origine proprio dalle iniziali del cognome del suo inventore, il medico nutrizionista americano Ancel Keys, chiamato ad elaborare un rancio completo, appropriato e facilmente trasportabile per il militare in zona di combattimento.

Quando è stata introdotta nell'Esercito?

Nell’E.I., già nel corso della 1^ G.M. fu introdotta una razione pronta all’uso per il militare combattente. La razione era costituita da generi di lunga conservazione, ovvero due scatolette di carne e quattro pacchetti di gallette, custoditi generalmente nel tascapane. Le razioni potevano essere consumate solo su disposizione del Comandante quando non vi era la possibilità di usufruire di un pasto caldo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la razione era composta da una scatoletta di carne e da 500 grammi di biscotti salati.

La prima razione k italiana fu introdotta nel 1952: aveva un peso di 2,6 kg. e un potere calorico di circa 4.000 Kcal/uomo/giorno. Tutte le componenti la razione erano pronte per il consumo, inserite in tre differenti scatole di carta paraffinata, una per ogni pasto, a loro volta contenute, unitamente ad un fornelletto, nell’imballaggio secondario. L’assunzione di proteine, grassi e carboidrati era ben bilanciata, con prevalenza di proteine da carboidrati rispetto a quelle di origine animale o vegetale.

Nel 1973 fu introdotta una nuova razione dal peso di 2,7 kg. ed un potere calorico equivalente a quello fornito dalla razione del 1952. Entrambe le razioni, ancorché apprezzate, non avendo un menù variegato, risultavano monotone e ripetitive, se consumate per molti giorni di seguito.

Nel 1993 è stata adottata l’attuale razione K, caratterizzata da modularità con ben 7 diversi menù  intercambiabili.

Quali sono oggi le varianti?

La razione è composta da sette moduli, identificati da sette colori diversi: giallo, rosso, grigio, verde, bianco, rosa e blu. I moduli, costituiti ciascuno da tre scatole diverse (colazione, pranzo e cena), si differenziano tra di loro per la varietà delle pietanze.

La modularità del confezionamento garantisce l’integrità e la freschezza degli altri due pasti che si possono consumare in un secondo momento.

Ogni confezione è fornita di uno spazzolino usa e getta, dentifricio, una scatola di fiammiferi, posate di plastica, tovaglioli di carta, stuzzicadenti, una bustina di sale, un piccolo fornello, del materiale combustibile solido e un foglio con le istruzioni d’uso in lingua italiana, inglese e francese.

Alcuni elementi devono essere pre-riscaldati. Non sono previsti generi da reidratare, a meno di caffè, tè e cappuccino liofilizzati che dovranno essere diluiti in acqua. Sono necessari circa 300 ml di acqua al giorno per reidratare queste bevande.

Il totale dei carboidrati è in media il 55% del totale dei macronutrienti (proteine 15% e lipidi 30 %).

Quale è il fabbisogno energetico di un militare che combatte?

Secondo recenti studi condotti in ambito Forza Armata e precisamente da un Gruppo di progetto del Comando Logistico dell’Esercito, sono stati individuati tre diversi livelli di attività fisica “ponderata” (applicando fattori correttivi in base allo specifico incarico da assolvere) ed i correlati fabbisogni calorici di tre tipologie di razione viveri ordinarie:

a.   leggera: kcal. 2.448,6;

b.   moderata: kcal. 3.113,2;

c.   pesante: kcal. 3.672,9.

Il diverso apporto energetico di ciascun modulo K, il cui valore medio è di 3.650 kcal/persona/giorno, è tale da garantire un corretto apporto calorico anche in caso di prolungata e continua attività operativa.

La stessa razione va bene sia nel deserto torrido che su una cima gelata?

In genere, no. Infatti, in casi particolari d'impiego operativo (zone desertiche, ambiente tropicale o climi rigidi) è opportuno incrementare la razione mediante il ricorso a specifici generi di conforto. Si tratta di alimenti quali cioccolato, caffè, bevande dissetanti, ecc. che, tuttavia, devono essere valutati nell'ambito di un equilibrio nutrizionale da conseguire quotidianamente.

Quanto a lungo si può andare avanti di razione K prima che venga a nausea?

Mediamente è consigliata la consumazione delle razioni K fino a un periodo di 30 giorni.

Lo scorso anno quelle italiane hanno vinto in una competizione tenuta a Kabul. Per quali aspetti siamo oggi migliori degli altri?

La razione K italiana è apprezzata per la varietà ed il gusto degli alimenti contenuti, per l’apporto nutritivo assicurato da una cucina tradizionalmente equilibrata come quella italiana. Il modulo giornaliero su tre pasti è diverso per ogni giorno della settimana. Ciò, fa della razione stessa un “pranzo del soldato combattente” estremamente variegato, con circa venti menù diversi a settimana. Tra le pietanze più gradevoli si evidenziano ravioli e tortellini al ragù, ma anche pasta e fagioli, minestrone di verdure, pollo o tacchino in gelatina, tonno e piselli, ecc.,  piatti ben più raffinati di quelli dei menù militari delle altre nazioni. La colazione è altrettanto ricca, comprensiva di cordiale, cappuccino in polvere, cioccolato extrafondente ecc...

Un consiglio ai lettori che fanno trekking o alpinismo e devono ottimizzare il rapporto peso/calorie: se dovesse comporre una razione in un normale supermercato, quale mix di prodotti realizzerebbe?

Gli studi di settore dimostrano che in tali attività sportive le perdite caloriche possono variare tra le 200 e le 1.200 kcal/ora, in quantoil fabbisogno energetico è funzione del tipo di percorso, della velocità, delle condizioni meteo e del materiale utilizzato. Stante ciò, un livello di attività fisica leggera richiede ca. 2.500 Kcal (per una salita di 5 ore, la perdita calorica stimata è di: 5×500 kcal/h= 2.500 kcal), equivalenti a: proteine g. 92 - carboidrati g. 337 - lipidi g. 82.

Quindi, con l'aiuto delle istruzioni nutrizionali riportate sulle confezioni dei prodotti alimentari, è possibile calcolare la ripartizione dei glucidi, lipidi e protidi dei differenti alimenti, potendo così comporre la razione giornaliera voluta.

In linea di massima, la scelta può cadere su: frutta fresca (mela), frutta disidratata (ananas, papaia), essiccata (albicocche, uva passa, uva sultanina, prugne frutta secca o liofilizzata), barrette (dietetiche), latte condensato, cioccolato, biscotti secchi, crakers e qualche affettato. E’ opportuno avere sempre nello zaino una piccola scorta di queste derrate più qualche bustina di integratori di sali da usare in eventuali momenti di crisi.