Il “sito” Lastampa insulta la testata giornalistica “Difesa Online”

(di Andrea Cucco)
27/08/23

Questa mattina mi è stato girato da amici e colleghi un articolo a firma di tale Francesco Grignetti riguardante la questione Vannacci.

Dal testo apprendo che sarebbe nato un “movimento culturale” legato al libro del generale e che si è messo a disposizione anche il sito Difesaonline”. A questo si aggiunge che avremmo pubblicato una lettera per sostenere che Vannacci sarebbe la vera parte lesa “dalla reazione scomposta, oserei dire quasi isterica, dei vertici politici e militari”.

Andiamo con ordine partendo dall’aspetto più lieve.

  1. “Difesa Online” è un giornale (testata giornalistica registrata al Trib. Roma n. 302 del 12/12/2013): telematico, online o altro va bene, ma definirlo “sito” è riduttivo e scorretto.

  2. Scoprire di esserci “messi a disposizione” di un movimento di cui non si era ancora letta una riga è estremamente sgradevole e per due motivi: primo non siamo mai stati “al servizio” di nessuno (ed è per questo che - a differenza di altri - siamo detestati da vertici di molti ambienti, ma non dalle basi!), secondo, il giorno (follia!) che anche decidessimo di farlo, preferiremmo determinarlo da noi e non perché lo ha stabilito La Stampa.

  3. Andiamo quindi alla parte più grave dell’articolo. Quando abbiamo preso le difese del concittadino Roberto Vannacci lo abbiamo fatto perché il testo del libro messo all’indice - o peggio “al rogo” (ricorda qualcuno...?) - era tremendamente differente dai titoli dei giornali che lo infamavano.
    Dopo aver pubblicato diversi articoli (anche di legali che sottolineano la legittimità del libero pensiero dei militari italiani), abbiamo divulgato – 5 giorni addietro – una lettera che condividevamo nei contenuti. Per essere tuttavia certi della comprensione di quanto pubblicato anche da parte dei più piccini o dei meno dotati, abbiamo titolato "La vera parte lesa è l'Esercito, ma non a causa del libro del generale Vannacci…".
    Risultato? La Stampa vi legge Vannacci sarebbe la vera parte lesa “dalla reazione scomposta, oserei dire quasi isterica, dei vertici politici e militari” .
    Leggete voi la missiva (“...se in tutta questa faccenda ne uscirà una parte lesa, questa è proprio la Forza Armata di cui ho fatto parte per quarant’anni...”) e dite quale interpretazione è corretta (link “Lettera a Difesa Online”).

Pur ancora lontani dagli insulti corali al concittadino Vannacci (omofobo, sessista, razzista, …), ci accorgiamo che travisare un semplice titolo e definire un raro caso di informazione libera come "a disposizione", non dimostri superficialità o leggerezza, bensì malafede. Condita con un... "lapsus freudiano"?