La Bonino è il Ministro degli Esteri italiano?

11/01/14

Dopo le preoccupanti notizie di ieri arrivate dall’India sulla possibile applicazione delle pena di morte ai nostri due Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, improvvisamente si sono accesi i riflettori dei media italiani fino ad ora distaccati dal problema, fatte salve solo due testate giornalistiche che ci hanno continuamente informato.

Centinaia di Agenzie, decine di articoli (non c’è testata nazionale che oggi non parli della questione), toni di meraviglia di politici smarriti di fronte a questo inaspettato volta faccia dell’India, tutta gente forse fino ad ora vissuta in un altro pianeta. Realtà invece note e prevedibili fin da quel fatidico 22 marzo 2013 quando l’Esecutivo presieduto dal Senatore Monti decise di restituire due cittadini italiani all’indebito giudizio di uno Stato Terzo, anche non tenendo conto di vincoli imposti da sentenze della Suprema Corte italiana.

Meraviglia che l’India oggi ancora parlasse di pena di morte quando invece non doveva esserci sorpresa nel momento che dopo pochi giorni dall’avvenuta estradizione, The Hindu ci informava che "Il primo ministro Singh ha anche detto che, alla luce delle indagini in corso, sarebbe prematuro esprimere un parere su aspetti specifici” e non dà nulla di certo sulle garanzie date dal Governo indiano che, peraltro, come più volte giustamente ribadito non ha influenza sul potere Giudiziario. (http://www.dnaindia.com/india/1820653/report-italian-pm-calls-up-manmohan-singh-discusses-marines-issue).

Il Senatore Monti responsabile dell’Esecutivo, in quella occasione, probabilmente nel dubbio che avesse sopravalutato la garanzia indiana chiamava Singh, come riferito dall’Hindustan Times “Concerned Italian PM calls up Singh”, che non è azzardato rendere in italiano con un “Interessato (Preoccupato ?) PM Monti chiama di nuovo Singh”.

Sarebbe stato, invece, utile approfondire in precedenza la validità delle assicurazioni ribadite varie volte dal dott. de Mistura sulla garanzia della non applicazione da parte indiana della pena capitale, sulla base di una mera dichiarazione sottoscritta dall’Addetto di Affari indiano presso l’Ambasciata di Roma. 

Il 28 aprile 2013 si insedia il Governo Letta, la gestione della Farnesina viene affidata alla dottoressa Emma Bonino e  di lì a qualche giorno viene dominato l’italo / svedese dott. Staffan de Mistura Commissario di Governo responsabile della gestione della vicenda dei due Marò in ostaggio dell’India.

Da quel momento quasi ogni giorno decine di dichiarazioni , parole e solo parole palesemente di circostanza che nel tempo hanno dimostrato assoluta carenza di contenuto oggettivo. Frasi imprestate dall’uno all’altro rappresentante istituzionale,  che esprimevano certezza di soluzione rapida, auspicio di processo equo, assoluta certezza di non applicazione da parte indiana della pena di morte, per arrivate alle dichiarazioni del Vice Ministro degli Esteri Pistilli che ci informa di “regole di ingaggio concordate con l’India” e di una soluzione  della vicenda condivisa con Delhi .

Il Ministro Bonino si limitava a ricordarci ogni tanto che il Governo e la Farnesina seguivano il problema attentamente e con assoluto impegno. La stessa che decideva di disertava l’India in occasione di importanti impegni internazionali come la riunione Europa - Asia (ASEM) e rinunciava a recarsi a Delhi come segno di vicinanza ai due militari in difficoltà, preferendo  di trascorrere il Capodanno in Senegal per verificare “aperture nei diritti delle donne nella cultura e nelle infrastrutture”.

Un Ministro che sceglieva di seguire tematiche particolari piuttosto che esprimere la valenza italiana nel mondo, come quando il 12 dicembre lodava “l’Uruguay per la liberalizzazione della cannabis”, il 6 settembre attaccava la Russia per le leggi restrittive sui gay e si preoccupava della sorte di quattro scalmanati  italiani arrestati in Polonia per comportamenti non coerenti alla legge locale in occasione di un evento sportivo.

Verso i nostri due marò, fra le tante parole diluite nel tempo,  solo una precisa dichiarazione “Non è provata l’innocenza dei due Marò”, chiara negazione anche dello Stato di Diritto.

Ieri, improvvisamente sembrava che il nostro Ministro degli Esteri si fosse accorta che forse era opportuno un suo impegno in prima persona come Ministro degli Esteri. Attraverso un’Agenzia ci informava che ci sarebbe stata una Riunione a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio al termine della quale ci sarebbe stato un comunicato. 

(ASCA) - Roma, 9 gen 2014 - Il presidente del Consiglio Enrico Letta e il ministro degli Esteri, Emma Bonino, si riuniranno oggi alle 16,30 per discutere degli ultimi sviluppi sul caso maro'. Lo ha comunicato la stessa titolare della Farnesina, spiegando che al termine dell'incontro sara' diramato un comunicato.   Stamane, i media indiani hanno parlato di un'intesa raggiunta in India a livello inter-ministeriale, secondo cui per i due fucilieri di Marina si riproporrebbe lo scenario della pena di morte.   Poco dopo, lo stesso ministro dell'Interno, Sushil Kumar Shinde, ha fatto sapere che il governo indiano non ha ancora deciso se consentire alla Nia di procedere contro i due maro' in base al 'Sua Act', la speciale legge marittima che prevede la pena capitale in caso di omicidio, ma lo fara' ''in due o tre giorni''.

Il Comunicato c’è stato, lo ha rilasciato il Presidente del Consiglio ricorrendo, comunque, alle consuete parole di circostanza, “Roma, 10 gen - Il governo italiano ribadisce la sua posizione e il premierEnrico Letta definisce "inaccettabile" l'ipotesi di applicazione della pena di morte per i due Marò italiani trattenuti in India Massimiliano Latorre e Salvatore Girone”.

La responsabile della Farnesina, invece, continua a rimanere nell’ombra quasi disturbata di doversi occupare di due militari, figure sociali a Lei da sempre poco simpatiche.

Continua a  tacere e si ha il sospetto che lo faccia perchè  non ha nulla da raccontarci a meno di ammettere che forse quando ha affermato e pubblicato sulla sua pagina di FB di essere quotidianamente impegnata a seguire la sorte di 10.000 italiani in difficoltà all’estero, ha sbagliato i conti. Il numero reale è 9.998 !

Fernando Termentini