La Guerra al Covid 19 e i disertori

(di Nicolò Manca)
23/09/21

Neanche a un osservatore distratto può sfuggire la veste “militare” assunta progressivamente dalla campagna vaccinale. A partire dalla nomina di un generale quale commissario straordinario per l’emergenza Covid, la collaborazione militare è andata via via crescendo in termini sia di personale che di mezzi. Anche il lessico si è militarizzato adottando un vocabolario e procedure come task force, guerra al coronavirus, obiettivi da colpire, lanci di ultimatum, quale ad esempio è quello scadente il 15 ottobre prossimo, indirizzato a quanti non intendono, con svariate motivazioni, sottoporsi alla vaccinazione anti-covid. Manca ancora che i “gabinetti di regia” prendano il nome di “stati maggiori”.

Resta il fatto che è impossibile che in esordio di qualunque telegiornale non compaia l’immagine di una divisa in versione anti-covid o quanto meno di un cappello alpino dell’esercito dei 300.000 soci dell’ANA.

Con un “attacco frontale” contro la categoria dei “renitenti” (o resistenti) al vaccino, c’è però chi dimostra di avere abbastanza coraggio da non indietreggiare neanche di fronte al rischio di apparire ridicolo, equiparando i cosiddetti no-vax ai disertori, esseri spregevoli che in guerra fuggono davanti al nemico e per questo venivano fucilati sul posto senza tante cerimonie.

Per la versione del tempo di pace dei disertori, quelli che cedono alla paura e fuggono di fronte alla siringa anti-covid, l’autorità governativa ha ad ogni buon conto ideato una fucilazione da tempo di pace: via lo stipendio, con l’accortezza però di non prevedere né il licenziamento né la sospensione dal lavoro, formule che oltre a rischiare di nuocere alle statistiche ISTAT, sono in rotta di collisione con la legge regina, la Costituzione, che sancisce essere il lavoro fondamento della Repubblica e supremo diritto del cittadino.

Immediata l’obiezione del legislatore: “Ma la Costituzione parla del lavoro, mica dello stipendio!”, lasciando quindi al padre di famiglia, che indossi o no una divisa, l’onere di sfamare i figli per altra strada, che non sia quella di battere la stessa per elemosinare o fare di peggio.

La stampa informa che della spregevole categoria dei disertori fa parte una significativa percentuale (che va tuttavia assottigliandosi grazie al già citato nobile strumento del ricatto/stipendio) di medici e di militari appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, personaggi che hanno prestato un giuramento chi per combattere le malattie e salvare vite umane, chi per difendere la società da delinquenti e assassini e chi per difendere la Patria da pericoli esterni. Molti di loro hanno messo a repentaglio ripetutamente la vita sia sul territorio nazionale sia in missioni in aree del mondo ad alto rischio, ma all’assottigliarsi del loro numero contribuisce egregiamente anche la moral suasion esercitata dalla martellante campagna denigratrice del linciaggio mediatico svolto dal mondo dell’informazione, “arruolato”, grazie all’incentivo di periodici stanziamenti, per distinguere i buoni cittadini dai cattivi no-vax.

A questo punto anche l’osservatore distratto, vaccinato o no che sia, resta perplesso e si pone delle domande: “Ma non si starà esagerando?” - “Perché questo lasciapassare è previsto solo in Italia e non negli altri paesi europei?” - “Come è possibile che si arrivi a proporre di privare un padre di famiglia, che indossi o no una divisa, dei mezzi di sostentamento? Lo si vuol prendere per fame, come nel mondo animale, quando si vuole catturare una preda mettendo del cibo in fondo a una trappola”.

In realtà la spiegazione del percorso che trasforma una proposta impensabile e assurda in una misura legalizzata esiste, prende il nome di “finestra di Overton” e si sviluppa attraverso quattro passaggi: far accettare che la proposta impensabile possa prevedere delle eccezioni; far accettare che tali eccezioni non siano sbagliate e, , che siano ragionevoli e sensate in nome di un interesse superiore; servirsi del mondo dell’informazione per far apparire accettabile alla società la misura che ci si accinge a legalizzare. Il tutto va condito con la paura di un pericolo incombente, quale potrebbe essere il covid.

Questo iter è funzionale a tal punto che consentì ad Hitler di far accettare al popolo tedesco la necessità di debellare l’incombente pericolo sionista sterminando sei milioni di ebrei. Molti italiani di una certa età avranno sobbalzato nel sentire dai nostri teleschermi un noto intervistatore dire al commissario straordinario “quindi andrete con le campagnole a scovare casa per casa chi non vuole vaccinarsi”; frase che, pur detta come battuta e con il sorriso sulle labbra, ha evocato il ricordo di rastrellamenti di infausta memoria.

È possibile che l’immagine del disertore evochi nella mente dell’osservatore distratto anche quella del traditore, quale potrebbe essere il politico che tradisce il proprio mandato; o il giornalista che tradisce il dovere etico di dire la verità e non censurare quanto gli viene ordinato di censurare; o il magistrato che tradisce la giustizia a scapito delle leggi, Costituzione in testa; oppure il medico che tradisce il giuramento di Ippocrate e non si schiera contro i responsabili di protocolli sanitari inefficaci se non dannosi; o, infine, il militare che non si schiera contro gli eventuali traditori di qualunque estrazione che operano sotto l’ombrello dell’enorme giro di interessi mosso dall’affaire Covid 19.

Per avere le idee chiare su disertori e traditori ed avere risposte alle domande dell’osservatore distratto occorrerà certamente del tempo che, essendo galantuomo, forse smonterà le perplessità del nostro. Insomma: se son rose fioriranno… ma è lo spuntare delle spine che preoccupa!

Foto: U.S. Air Force