Leonardo Passarelli, Maria Saveria Ruga: Arte e politica in Calabria

Leonardo Passarelli, Maria Saveria Ruga
Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2022
pagg.208

Questo volume raccoglie gli atti del convegno “Arte e politica in Italia Meridionale. Una cronologia del Risorgimento in Calabria, attraverso le opere (1820-1911)”, tenutosi il 3 e il 4 giugno 2021 presso il Museo delle Arti di Catanzaro, avente come tema di riflessione “la potenzialità del ruolo delle immagini nella costruzione dell’identità nazionale, in particolar modo in merito alle esperienze meridionali”. Ciascun relatore, quindi, ha approfondito il rapporto tra un episodio figurativo e il racconto storico ad esso associabile, tenendo conto che “sul rapporto arte e politica nel Sud il campo d’indagine era ancora molto sgombro”, mentre sul Risorgimento la bibliografia, negli anni, era cresciuta enormemente.

Suddiviso in 5 sezioni (Viaggi e rivoluzioni; L’Italia unita: la lotta sul campo; Dopo l’unità: contraddizioni, celebrazioni, retorica; Briganti e brigantesse. Tra pittura e fotografia; La famiglia e l’emigrazione), questo saggio ha, tra le figure di spicco, “Andrea Cefaly (Cortale, CZ,1827-1907), pittore, garibaldino e deputato del Parlamento d’Italia, personalità di rilievo del Risorgimento meridionale, ancora oggi poco conosciuta fuori dall’ambito specialistico degli studi”, che strinse rapporti sia con Mazzini che con Garibaldi. A lui si deve il dipinto “Il miglior modo di viaggiare in Calabria” - del 1866 e conservato a Napoli nel Museo civico di Castelnuovo - dove si vede una donna sbalzata da una carrozza durante il viaggio, potendo, così, desumere l’intento polemico racchiuso nel titolo dell’opera stessa. Infatti, sebbene alcuni preferissero viaggiare per mare, anche se la navigazione costiera era ostacolata dall’assenza o dalla decadenza dei porti, “la maggior parte dei viaggi si svolgeva via terra; viaggi lunghi, pieni di pericoli e incognite, proprio a causa dello stato disdicevole delle strade, sulle quali si raccontavano storie raccapriccianti”.

Si poteva viaggiare a piedi, a cavallo, sul dorso dei muli, sulle spalle dei traghettatori, “ovvero i poveracci che per piccole somme di danaro trasportavano i viaggiatori attraverso i guadi sulle proprie spalle”. C’era poi il servizio pubblico, la cosiddetta “Posta”. “La condizione stessa del viaggio sarebbe cambiata radicalmente con la costruzione delle strade ferrate, per le quali si spese tanto Andrea Cefaly”.

In ogni caso, nonostante lo stato delle strade, si viaggiava. Viaggiavano commercianti di tutti i tipi, viaggiavano i malati, viaggiavano gli allievi e i professori. “Nell’insieme, come sapeva bene Andrea Cefaly, viaggiare in Calabria nell’Ottocento era faticoso ma non eccezionale o esotico. Proprio perché sapeva che l’isolamento era un mito, Cefaly si battè per portare il modo di viaggiare all’altezza della modernità della società”.

Altro dipinto del Cefaly è “Campagna del Volturno 1° ottobre 1860. Garibaldi: sfondate quella canaglia”, del 1861, conservato nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, dove “l’episodio militare su cui si concentra Cefaly fonde l’intento celebrativo dell’epopea garibaldina con l’adozione di un tono mirato a creare un coinvolgimento dello spettatore”.

Altro pittore le cui opere sono riportate in questo saggio è Achille Martelli (Catanzaro, 1829 - Avellino, 1903), garibaldino anche lui. Il suo dipinto “Il racconto dell’ospite garibaldino” del 1861, conservato, a Napoli, nel Museo Civico di Castelnuovo, rappresenta “l’intimismo familiare ricreato intorno a una tavola dove siede un soldato intento al suo racconto”.

Di Girolamo Induno (Milano, 1825-1890), che partecipò alla Cinque giornate di Milano, agli scontri della Repubblica romana del 1849, alla guerra di Crimea come volontario nell’esercito piemontese, alla guerra del 1859 con i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e, infine, alla spedizione dei Mille, “La discesa d’Aspromonte”, opera del 1863 appartenente a una collezione privata, rappresenta un episodio avvenuto il 29 agosto del 1862, “uno dei momenti più drammatici vissuti dalla società italiana nei primi anni dopo l’Unità”, dove si vede il trasporto in barella, attraverso le strade impervie dell’Aspromonte, di Garibaldi ferito.

Quelle di sopra riportate sono alcune delle opere descritte nel libro che racchiude anche i nominativi di altri artisti, quali Guglielmo Tomaini e Antonio Cipolla, contraddistintisi nel periodo oggetto dello studio, studio che, come affermano nell’introduzione i curatori - entrambi insegnanti di storia dell’arte, l’uno presso l’Università della Calabria, l’altra presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro - “speriamo possa stimolare un pubblico ampio, offrendo spunti di riflessione che possano far intravedere la ricchezza del patrimonio figurativo dell’Ottocento in Calabria, ancora in tanta parte da indagare, anche oltre questo primo racconto sul Risorgimento”.

Gianlorenzo Capano